
Enrico Pau vive a Cagliari dove ha insegnato Italiano nelle scuole superiori (fino al 2021) e Storia del Teatro all’Università. Il teatro è stato parte integrante della sua formazione artistica, un’esperienza segnata dall’incontro con il professor Gigi Livio all’Università di Cagliari. Da giovane ha recitato, diretto e organizzato per varie compagnie della sua città fra le quali la Cooperativa Teatro di Sardegna, Il Crogiuolo e Il Palazzo d’Inverno dove ha collaborato lungamente con Rino Sudano uno dei padri del Teatro d’Avanguardia in Italia. Ha sperimentato, e continua a farlo, nel campo delle arti visive con il disegno, la poesia visiva e le performances nelle quali si fondono la sua passione per il teatro e linee espressive segnate dall’arte concettuale. Ha collaborato a lungo con la RAI in qualità di regista e sceneggiatore radiofonico. È stato per oltre vent’anni critico teatrale per le pagine culturali e degli spettacoli del quotidiano di Sassari La Nuova Sardegna. Come regista di cinema ha diretto La Volpe e l’Ape, Storie di Pugili, L’Anatema di Aquilino, Pesi Leggeri, Voci sul Mare, Jimmy della Collina, L’Ultimo Miracolo, L’Accabadora, Maria di Isili e L’Ombra del Fuoco. I suoi film hanno partecipato, spesso in concorso, fra gli altri, ai festival di Locarno, Venezia, Clermont Ferrand, Giffoni, Angers, Karlovy Vary, Palm Springs, Bobbio, Is Real, La Maddalena, Annecy, Ajaccio, Shanghai, Cape Town, Trento Film Festival e Fiorenzo Serra Film Festival, ricevendo premi e segnalazioni.
Monica Dovarch
antropologa visiva, documentarista, produttrice e direttrice della fotografia

Monica Dovarch, antropologa visiva (MA Visual Anthropology – Goldsmiths, Londra). Vive tra l’Italia e la Germania, lavorando per lo più come documentarista indipendente. Ha lavorato per Arte TV, realizzando lungometraggi e cortometraggi come prima assistente alla regia e coordinatrice della produzione; ha lavorato anche come direttrice della fotografia per documentari e video musicali. Ha studiato Antropologia all’Università degli Studi di Bologna, dove ha vissuto per quattro anni. In seguito, ha frequentato un Master of Art in Antropologia Visiva alla Goldsmiths University. Poco prima di iniziare il Master a Londra ha frequentato un workshop di Antropologia Visiva tenuto da David e Judith MacDougall, organizzato da ISRE Sardegna di Nuoro. Guarda a qualsiasi tipo di progetto con il suo background antropologico che caratterizza da sempre il suo approccio cinematografico. Dopo gli studi di Antropologia ha iniziato a guardare alle sue radici sarde, scoprendo un’isola affascinante. Da quel momento le sue ricerche e le sue opere, sia scritte che filmate, sono ambientate in Sardegna. Ha scritto di rituali funerari sardi e di eutanasia arcaica; ha filmato la musica e le tecniche di costruzione degli strumenti tradizionali sardi, le erbe curative, gli habitat endemici, la permacultura, l’archeologia, gli idiomi e la longevità. Tra i film da lei diretti: S’Orchestra in Limba (2015), Colori Primari (2016), Climbing the Elixir (2019) e Un Pioniere nel Sottosuolo (2023).
Alessandro Gagliardo
regista, montatore e archivista

Alessandro Gagliardo è un regista, archivista e montatore italiano. Tra i suoi ultimi lavori il lungometraggio Gli ultimi giorni dell’umanità (2022), co-diretto con Enrico Ghezzi e presentato fuori concorso alla 79a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia; Carme (2023) per la musicista Daniela Pes; Sacramento (2024) per il musicista Iosonouncane. Nel Marzo del 2025 ha presentato l’Archivio Per il Cinema Indipendente Italiano, progetto che ha ideato, curato, digitalizzato e sviluppato informaticamente a partire dal 2023.
Julie Perreard
regista e montatrice

Julie Perreard è una regista di documentari e film di finzione. Ha iniziato la sua carriera nel montaggio, professione che ha svolto per dieci anni prima di dedicarsi completamente ai suoi progetti. Originaria della Corsica, trae ispirazione da questa terra, che permea profondamente il suo lavoro. Che si tratti di finzione o di documentario, i suoi lavori sono radicati in questo territorio, che ne plasma la trama sensoriale ed emotiva. La lingua corsa, strettamente legata alla sua identità, permea naturalmente le sue storie. È la lingua delle emozioni, della psiche, del legame viscerale o filiale con la terra. È oggetto di fascino e desiderio per coloro che ne hanno perso l’uso.
Nel corso degli anni, Julie Perreard ha raccontato storie sempre più personali. I suoi lavori sono stati proiettati più volte al Babel Film Festival: Quastana, portrait de Campagne(s) (2021), Sur la terre nue (2019), Dopu a i muntaneri et Marcumaria (2013). Anche in Tu n’es pas seule – Surellanza (2024), il suo ultimo documentario, la lingua corsa è presente: è quella di cui le sue giovani protagoniste, le attiviste “colleuses”, si riappropriano, insieme ai confini della propria isola, per legittimare la loro lotta femminista sulla loro terra. Attraverso i suoi film sensibili e impegnati, Julie Perreard contribuisce, a modo suo, a preservare e a trasmettere la lingua corsa. Senza artifici, si sforza di ancorarla alla modernità, di renderla vivace e attraente.
Sabrina Rasom
linguista e direttrice dell’Istituto Culturale Ladino e del Museo Ladino di Fassa

Sabrina Rasom è direttrice dell’Istituto Culturale Ladino e del Museo Ladino di Fassa ed è stata in precedenza responsabile dei Servizi linguistici e culturali del Comun General de Fascia, in Provincia di Trento, in Italia. Ha studiato lingue straniere e ha conseguito un dottorato di ricerca in variazione sintattica e sintassi ladina a Padova; successivamente ha lavorato come ricercatrice sull’acquisizione del linguaggio nella Scuola Ladina per l’Università di Trento. Collabora con l’Università di Bolzano-Bressanone come docente del corso di formazione avanzata destinato agli insegnanti di ladino della Scuola Ladina della Val di Fassa. Negli ultimi tre anni ha lavorato, come promotrice e parte del tavolo scientifico, al progetto CLAM2021 (Cimbro-Ladino-Mocheno), l’indagine sociolinguistica sulle lingue minoritarie della Regione Trentino-Alto Adige. Il suo lavoro e i suoi interessi si concentrano su dialettologia e lingue minoritarie, pianificazione corpus e status, e sulla relazione tra identità, lingua minoritaria e responsabilità sociale nella salvaguardia delle lingue in pericolo, oltre che sulla didattica delle lingue minoritarie. È stata vicepresidente della rete NPLD (Network to Promote Linguistic Diversity) per la quale, attualmente, coordina il progetto ECCA (European Charter Classroom Activities), che riunisce giovani studenti delle regioni linguistiche europee.