I Premi del Festival 2023

Premio “Maestrale” | miglior lungometraggio

Assegnato al miglior film della sezione lungometraggio dalla giuria Babel: Paolo Benvenuti (presidente); Serena Schiffini, giornalista e regista RAI Regione Sardegna; Marina Marzotto, produttrice cinematografica; Emanuele Galloni, produttore e distributore cinematografico e televisivo; Paulo Filgueiras Fachal, membro dell’associazione galiziana “A Mesa” pola Normalización Lingüística

Il regista Mano Khalil riceve il premio Maestrale (foto di Frank Korapi)

Motivazione della giuria: “Neighbours” racconta un anno nella vita di un ragazzino come un romanzo di formazione identitaria e culturale, e la Giuria lo ha ritenuto il miglior film in selezione dal punto di vista formale e narrativo, particolarmente a tema con il Babel Film Festival. Il vissuto del protagonista e del suo pacifico villaggio curdo, stretto tra due nazioni che stanno cercando di cancellarne l’identità etnica e le tradizioni, si manifesta in tutta la sua assurdità nella scena in cui la famiglia, divisa attraverso i confini tra Siria e Turchia, è autorizzata a incontrarsi una volta all’anno per 15 minuti: anche quel piccolo incontro viene vanificato perché il soldato turco non permette loro di conversare se non in turco e il soldato siriano non permette loro di conversare se non in arabo. Attraverso gli occhi di un bambino vediamo quanto ingiusto possa essere il mondo, ma vediamo anche la pace, la bellezza e la speranza di una comunità coesa.

Motivazione della giuria: La giuria ha ritenuto che il film Y Sŵn sia riuscito a raccontare in modo magistrale, con uno stile serio e al tempo stesso leggero, brillante e ben bilanciato, con un approccio narrativo a volte quasi documentaristico e un uso molto intelligente di immagini d’archivio, una storia che è estremamente importante per un festival come il Babel FF: la battaglia per creare la prima rete televisiva di lingua gallese della Gran Bretagna. Per la fusione ben temperata di questo due linguaggi audiovisivi, per l’ottima scrittura di una storia che non cede a tentazioni agiografiche e che invece aggiunge spesso dettagli comici e talvolta controversi e per un ritmo che non annoia mai e coinvolge lo spettatore, la giuria del Babel Film Festival conferisce una menzione speciale al film Lee Haven Jones.

Premio “Maestrale” | miglior documentario

Assegnato al miglior film della sezione documentario dalla giuria Babel: Paolo Benvenuti (presidente); Serena Schiffini, giornalista e regista RAI Regione Sardegna; Marina Marzotto, produttrice cinematografica; Emanuele Galloni, produttore e distributore cinematografico e televisivo; Paulo Filgueiras Fachal, membro dell’associazione galiziana “A Mesa” pola Normalización Lingüística

Il regista Stefano Giacomuzzi riceve il premio Maestrale [foto di Frank Korapi]

Motivazione della giuria: La Giuria premia “Ulderica, fruta di mont” per la poesia e la purezza di stile con cui il regista fa entrare lo spettatore nel mondo quadrato della fotografa Ulderica da Pozzo, restituendo con una fotografia raffinata la sua capacità di sguardo sugli evocativi paesaggi della sua terra, la Carnia e il Friuli, su bambini, donne e uomini che la abitano. Le luci e le ombre del documentario di Stefano Giacomuzzi sono specchio della ricerca dell’artista Ulderica, ma anche della sua condizione di eterna bambina, nel tempo, nello spazio e nella lingua. Una storia intima, geograficamente ristretta, che diventa universale con l’interrogarsi infinito sul senso del vivere, del lasciare un segno del nostro passaggio sulla terra e sull’attesa della morte, come ci ricordano le immagini commoventi della Spoon River di Ulderica.

Premio “Maestrale” | miglior cortometraggio

Assegnato al miglior film della sezione cortometraggio fiction dalla giuria Babel: Paolo Benvenuti (presidente); Serena Schiffini, giornalista e regista RAI Regione Sardegna; Marina Marzotto, produttrice cinematografica; Emanuele Galloni, produttore e distributore cinematografico e televisivo; Paulo Filgueiras Fachal, membro dell’associazione galiziana “A Mesa” pola Normalización Lingüística

Motivazione della giuria: Dentro un’abbagliante fotografia in bianco e nero e nella perfetta, ritmica, scansione di potenti inquadrature, si svolge la tragedia di una cultura ancestrale dove il femminile è totalmente bandito. Esso è più che bandito, è addirittura ucciso a bastonate in una povera pecora in un barbaro rituale di iniziazione virile. Così inizia uno dei più bei film di questo Festival: il brasiliano “Takanakuy” di Gustavo Vokos. Sarà proprio questa assenza femminile, questo vuoto incombente, che spingerà i due giovani assetati protagonisti del film a ricercarne l’essenza dov’essa ancora si esprime: nello spruzzo di una mammella di mucca e nella tenerezza quasi religiosa della loro amicizia. Che sia proprio questa assenza inumana a far fiorire in essi sentimenti omosessuali?
P.S. del presidente Paolo Benvenuti: Ho controllato attentamente e professionalmente la sequenza dell’uccisione della pecora e posso affermare che si tratta, anch’essa, di una straordinaria e sapiente costruzione di puro montaggio cinematografico. L’animale non ha subito alcuna violenza! Non avrei altrimenti sostenuto il film per il premio.

Motivazione della giuria: La giuria ha deciso di assegnare una menzione speciale al film “Things unheard of”, di Ramazan Kiliç. Con un’efficace padronanza del linguaggio cinematografico e performance notevoli, il film ci porta in un villaggio curdo dove i soldati turchi arrivano per smantellare le antenne paraboliche che consentono di guardare i canali curdi in televisione. La televisione è una finestra sul mondo e costituisce il legame che la nonna della protagonista – una bambina di dieci anni di nome Şevîn – ha con la comunità. Di fronte a questa situazione, la bambina cercherà una soluzione immaginativa e creativa per far sì che il villaggio possa vedere la sua realtà riflessa in TV e restituire così il sorriso (e la voce) di sua nonna, immobile e muta. In modo emotivo, sottile e talvolta simbolico, il cortometraggio racconta con sensibilità il “silenziamento” ufficiale dei curdi da parte delle autorità turche, l’isolamento della loro comunità, ma anche la resistenza dei cittadini per preservare la propria cultura. Questa efficace denuncia della cancellazione della voce del popolo curdo e della conseguente emarginazione della sua lingua, fa appello a tutti i parlanti di lingue minoritarie, che allo stesso modo, nei nostri contesti, si confrontano, in un modo o nell’altro, con la domanda ostile espressa nel film da un soldato turco: “I canali turchi non sono abbastanza buoni per voi?”

Premio “Unica” Citta di Cagliari

Assegnato dagli studenti dell’Università di Cagliari:

Marta Luise, Andrea Moi, Chiara Zaru, Claudia, Davide Deidda, Eleonora Pilloni, Elisa Chow, Marta Serpi, Martina Corgiolu, Niccolò Prunas, Silvia Mascia, Silvia Rossini, Silvia Zanda, Stefania Zedda, Valentina Matzuzi, Valentina Pau.

Motivazione: La scelta della Giuria UniCa per questa ottava edizione del Babel Film Festival è ricaduta su un cortometraggio che sensibilizza sulla comunità LGBTQIA+ attraverso la figura del femminiello. Un’ottima soluzione per dare voce a una realtà culturale, ma anche sociale, legata al passato e con uno sguardo al futuro, con la consapevolezza che è la comunità, nel presente, a fare la differenza. Per questi motivi, il Premio Unica – Città di Cagliari quest’anno va a “Malafede” di Chiara Borsini, Marialuisa Greco e Paolo Corazza. Di questo cortometraggio la Giuria UniCa ha voluto premiare, oltre le tematiche, anche la fotografia e lo stile registico molto apprezzato.

Premio ONE WOR(L)D

Assegnato da una delegazione di migranti presenti in Sardegna:

Abass Rabiou (Niger), Faisal Mohammad Mohammadi (Afghanistan), Ezmary Sarwari (Afghanistan), Whaeed Akhter (Pakistan), Ehtisham Nawaz (Pakistan), Serge Ella Kouassi (Costa d’Avorio), Wizz Melvi (Sierra Leone), Mohammed Mekdad (Palestina), Samuel Renzo Luna Huari (Perù), Sergio Andres Cabana Pardo (Colombia), Yoel Castillo Gaspar (Cuba), Rostyslav Skvyrskyi (Ucraina), Misbahou Haroun Yari (Benin), Rafael Antonio Botero Fernandez (Colombia). Referente: Valentina Coni

Motivazione: Abbiamo deciso di premiare questo film perché affronta un tema che consideriamo particolarmente importante: la carenza di acqua in molte parti del mondo è un problema drammatico, che potrebbe riguardare ognuno di noi in un prossimo futuro. Il film mette in risalto la capacità della popolazione del villaggio di Ampotaka, nel Madagascar, di utilizzare quel che offre la natura per conservare grandi quantità di acqua per la stagione secca. La Natura a volte ci sorprende nel suggerire le soluzioni ai problemi creati da noi umani.

Motivazione: Per aver trattato in maniera delicata un tema difficile come quello del suicidio e aver sottolineato come i rapporti umani – anche casuali – siano capaci di modificare il corso delle nostre vite, aiutandoci a ritrovare il coraggio e la forza di lottare davanti alle difficoltà, anche nei momenti più bui. Love can save life!

Premio UMANITARIA

Assegnato dalle sedi della Società Umanitaria in Italia: Milano, Roma, Napoli, Cagliari, Alghero, Carbonia.

Prèmiu | Premio DERETU DE FAEDDARE | DIRITTO DI PAROLA

Assegnato dagli studenti delle scuole superiori di Cagliari: studenti delle classi V del Liceo Classico Statale G.M. Dettori (Via Cugia 2, Cagliari), referente prof.ssa Elvira Cocco; studenti delle classi V del Convitto nazionale Vittorio Emanuele II (Via Pintus Loc. Terramaini Cagliari Pirri), referente prof.ssa Laura Stochino; studenti delle classi V dell’Istituto di Istruzione Superiore “Michele Giua” (Via Montecassino, 41, Cagliari), referente prof. Fabrizio Usai.

Motivazione: Abbiamo scelto di premiare il film Faulas poiché abbiamo trovato molto interessante la rappresentazione della tradizione in chiave moderna. Faulas, con un ritmo armonioso è riuscito a trasmettere la vivacità e la freschezza della lingua sarda in un contesto ironico e fuori dagli schemi folcloristici. Infine, come studenti in formazione abbiamo apprezzato la capacità dell’autrice nell’uso sapiente della animazione in stop motion.

Premio ITALYMBAS

Assegnato dalle minoranze linguistiche di Catania, Ostana (CN), Dolianova (CA), Martignano (LE) e Udine.

Premio del pubblico FICC


Assegnato da una Giuria costituita dal pubblico dei circoli del cinema

Motivazione: In questa edizione del Babel Film Festival, il Premio del Pubblico della FICC – Federazione dei Circoli del Cinema, che quest’anno ha visto coinvolte più di sessanta giurati di undici circoli sardi tra Cagliari, Meana Sardo, Monserrato e Serrenti va al cortometraggio curdo “Sar – The Cold”, diretto da Adar Baran Deger, che racconta la tragedia che spesso accompagna le migrazioni di persone che fuggono da zone di guerra, in questo caso una donna incinta e suo marito che cercano di attraversare il confine in una terra gelida e mortale.

Premio Cineclub FEDIC Casteddu

Assegnato da una Giuria costituita dagli iscritti al Cineclub Fedic di Cagliari.

Premio AAMOD

Giuria costituita dal pubblico dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico.

Motivazione: Per la cura e la delicatezza con cui è raccontato il rapporto tra un padre e un figlio, con lo sfondo degli anni settanta e la memoria comune della moglie e della madre perduta. L’intreccio e lo scambio tra due diverse generazioni, nazionalità, appartenenze, tenute insieme dal filo della memoria che i filmini e le foto restituiscono come vivente.

Premio OSTANA – SCRITTURA IN LINGUA MADRE

Assegnato dal Premio Ostana – Scritture in lingua madre.

Carlo Licheri durante la cerimonia di premiazione (foto di Frank Korapi)

Motivazione: La cinematografia nelle lingue nazionali minoritarie in Italia è diventata adulta. Registi, sceneggiatori, interpreti, tecnici del suono e della fotografia mostrano una sicurezza di mestiere e una capacità di usare la lingua in modo naturale, ovvero normale, non più come pretesto che avvalori in termini di militanza una tradizione e una rivendicazione linguistica; complice in ciò – per la Sardegna – un sostegno pubblico attento alle produzioni in lingua sarda. Data questa premessa, la valutazione delle opere in concorso per il “Premio Ostana – scritture in lingua madre”, sia per le opere di finzione, sia per quelle a carattere documentaristico o dei documentari legati al tema della disabilità, ha richiesto un notevole impegno. È prevalso il proposito di premiare un’opera di finzione in linea con gli obiettivi perseguiti dal Premio Ostana, vale a dire l’attualità e la capacità delle lingue dette minoritarie di fare proprie modalità comunicative e di narrazione contemporanee. La giuria del Premio Ostana, composta dai membri del comitato organizzatore del Premio, dichiara quindi vincitore il regista Carlo Licheri con “L’ultima habanera”.

Premio DIARI DI CINECLUB

Giuria costituita dalla redazione di “Diari di Cineclub” di Roma

Motivazione: L’autrice mostra il punto di vista di una madre ferma nella ritualità del dolore per la morte dei suoi figli. I gesti, i silenzi e gli sguardi vengono cristallizzati e sospesi in uno stato di non-tempo. I luoghi sono invece ben chiari: il tribunale, la casa, il cimitero e l’ospedale. Passaggi di una vita fermati nella tragedia dell’ingiustizia che colpisce la Turchia e chi si oppone ai regimi.