{"id":5468,"date":"2023-09-28T16:38:20","date_gmt":"2023-09-28T14:38:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.babelfilmfestival.com\/?page_id=5468"},"modified":"2023-10-03T08:51:34","modified_gmt":"2023-10-03T06:51:34","slug":"interventi-e-contributi","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.babelfilmfestival.com\/it\/interventi-e-contributi\/","title":{"rendered":"Interventi e Contributi"},"content":{"rendered":"\n<ul class=\"wp-block-list\">\n<li><a href=\"#introduzione\">Introduzione al Babel Film Festival n.8, 2023 &#8211; di Antonello Zanda, Tore Cubeddu e Paolo Carboni<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"https:\/\/www.babelfilmfestival.com\/it\/interventi-e-contributi\/#lingue-babel-2023\">Le lingue del Babel 2023<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"https:\/\/www.babelfilmfestival.com\/it\/interventi-e-contributi\/#lingue-minoritarie-rai-2023\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.babelfilmfestival.com\/it\/interventi-e-contributi\/#lingue-minoritarie-rai-2023\">Lingue minoritarie e RAI: un rapporto virtuoso. Il convegno all\u2019interno del programma del Babel Film Festival<\/a><\/li>\n\n\n\n<li><a href=\"https:\/\/www.babelfilmfestival.com\/it\/interventi-e-contributi\/#cunferentzia-limba-sarda-2023\">Cunfer\u00e8ntzia aberta de sa limba sarda 2023<\/a><\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"introduzione\"><strong>Babel Film Festival \u2013 VIII edizione, Cagliari, 2-7 ottobre<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Siamo arrivati alla 8\u00aa edizione del Babel Film Festival in una congiuntura non proprio favorevole. Il cinema \u00e8 in grande sofferenza e la promozione della cultura \u2013 in una dimensione nazionale come regionale \u2013 soffre di una indifferenza (quando non si tratta di evidente intenzione demolitoria) della classe politica che non pu\u00f2 non destare preoccupazione. Il<em> <\/em>Babel Film Festival<em>,<\/em> che nasce in una regione fortemente condizionata da una sua oggettivit\u00e0 geografica, pur comunicando e sviluppando una dinamica centripeta di lavoro, \u00e8 un festival invece fortemente caratterizzato dalla necessit\u00e0 di darsi un orizzonte che abbatte i confini. Il Babel, a tutt\u2019oggi, \u00e8 l\u2019unico festival cinematografico internazionale dedicato alle produzioni audiovisive parlate nelle lingue minoritarie di tutto il mondo. E il tema delle lingue minoritarie tende a sconfinare dai limiti della minorit\u00e0, perch\u00e9 \u00e8 un problema che hanno tutte le comunit\u00e0 linguistiche del mondo che combattono, quotidianamente, per mantenere in vita una logoteca di parole e forme parlate che costituiscono, ognuna di loro, una diversa quanto unica visione del mondo. La diversit\u00e0 linguistica implica un lavoro di relazione e di comunicazione che non \u00e8 semplice, ma proprio questa difficolt\u00e0 costituisce il nodo della complessit\u00e0 umana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fin dal suo esordio nel 2010, il festival ha proposto programmi ricchissimi di proiezioni, attivit\u00e0 collaterali ed ospiti nazionali ed internazionali. Il Festival, con sede a Cagliari, vive di forti collaborazioni istituzionali, in una progettualit\u00e0 sinergica che si \u00e8 andata rafforzando nel tempo e che ha visto, negli anni, il patrocinio di prestigiose istituzioni quali la Presidenza dell\u2019Unione Europea, la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Consiglio d\u2019Europa, la Presidenza della Repubblica, Camera dei Deputati, Senato, la Regione Autonoma della Sardegna e il Comune di Cagliari. L\u2019obiettivo principale della manifestazione \u00e8 quello di lavorare alla promozione dei film che siano espressione di minoranze linguistiche, dell\u2019unicit\u00e0 delle loro storie e della loro cultura. Di conseguenza si lavora molto a partire dal territorio di elaborazione (la nostra isola), con piccole produzioni, spesso locali, e con case di distribuzione che faticano a trovare spazi nel circuito tradizionale dei cinema, che trovano nei Festival un naturale spazio promozionale e un trampolino di lancio, una vetrina internazionale, un luogo di scambio e dibattito. Cos\u00ec il <em>Babel Fim Festival<\/em> ha contribuito a tenere ferma e viva l\u2019attenzione sui problemi di sopravvivenza delle lingue minoritarie, compresa quella dei segni. Nel tempo, dalla prima edizione del 2010 alla 8\u00aa del 2023, il festival ha costruito un archivio di oltre 1000 film che conserva e rilancia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un passo molto importante per il Festival \u00e8 stata l\u2019adesione alla rete di ELEN (European Language Equality Network), un\u2019organizzazione non governativa nata nel 2011, che si occupa a livello internazionale di diritti linguistici e ha come obiettivo la valorizzazione e la tutela delle lingue europee meno diffuse, al fine di garantire l\u2019uguaglianza linguistica e il multilinguismo nel quadro pi\u00f9 ampio dei diritti umani. ELEN comprende 174 organizzazioni associate che rappresentano 50 lingue in 25 Stati europei. Ogni anno organizza la sua Assemblea generale a cui partecipano le delegazioni di tutti gli stati membri: dopo Rennes (in Bretagna), Santiago di Compostela (Galizia) e Cardiff (Galles), quest\u2019anno essa si svolger\u00e0 a Cagliari all\u2019interno delle giornate del Babel Film Festival.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma sono i film i veri protagonisti del festival, perch\u00e9 il cinema \u00e8 un veicolo di tutela delle lingue minoritarie che ha un alto valore strategico. Lo riconosce ELEN pensando al Babel FF come uno strumento fondamentale, da promuovere a livello internazionale, per consolidare le politiche di tutela e di rivitalizzazione resistenziale delle lingue minoritarie in un contesto che le riconosce costitutive dei diritti dell\u2019uomo. Lo riconoscono gli autori che partecipano. Tra le oltre duemila richieste di partecipazione sono stati selezionati in una prima fase oltre 250 lavori da valutare attentamente e nella distillazione finale sono 82 i film scelti e assegnati alle 11 giurie che assegneranno 13 premi. La giuria principale \u00e8 di alto profilo ed \u00e8 costituita dal regista <strong>Paolo Benvenuti<\/strong> (presidente); <strong>Serena Schiffini<\/strong>, giornalista e regista RAI Regione Sardegna; <strong>Marina Marzotto<\/strong>, produttrice cinematografica; <strong>Emanuele Galloni<\/strong>, produttore e distributore cinematografico e televisivo; <strong>Paulo Filgueiras Fachal<\/strong>, membro dell\u2019associazione galiziana &#8220;A Mesa&#8221; pola Normalizaci\u00f3n Ling\u00fc\u00edstica. La giuria assegner\u00e0 tre premi \u201cMaestrale\u201d ai migliori lungometraggio, documentario e cortometraggio di finzione. Le altre 10 giurie rispondono invece all\u2019obiettivo del festival di portare il cinema all\u2019attenzione critica del pubblico, riconoscendo a questo &#8211; un pubblico articolato secondo diversi criteri di omogeneit\u00e0 &#8211; il diritto e il dovere di promuovere i film a cui riconosce un valore cinematografico forte. Gli altri premi sono in un certo senso tutti premi del pubblico: il premio \u201cUnica\u201d e assegnato da una giuria di studenti universitari, il premio \u201cDiritto di parola\u201d \u00e8 assegnato dagli studenti medi delle scuole di Cagliari e dintorni. il premio \u201cItalymbas\u201d \u00e8 assegnato dalle minoranze linguistiche riconosciute dalla legge 482 e che si trovano in 5 localit\u00e0 italiane (Ostana, Martignano, Catania, Udine e Dolianova). Particolarmente significativo \u00e8 il premio \u201cOne Wor(l)d\u201d, assegnato da una giuria composta da immigrati provenienti da tutto il mondo e che in questo momento incrociano la nostra isola. Anche questo un premio del pubblico, che chiama \u201cpubblico\u201d (concetto fondato sul diritto ad essere cittadini ovunque ci si trovi) un gruppo di persone che fugge dal proprio paese e che \u00e8 alla ricerca di una nuova vita, di una nuova forma di affermazione del diritto, appunto, di essere pubblico e cittadino. I premi della FICC, Fedic, Diari di Cineclub e AAMOD (Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico di Roma) sono da considerare per \u201cstatuto\u201d dei \u201cpremi del pubblico\u201d, perch\u00e9 sono assegnati da organizzazioni che lavorano quotidianamente nell\u2019ambito della organizzazione del pubblico cinematografico attraverso l\u2019attivit\u00e0 dei cineclub, dei circoli del cinema e degli archivi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In un contesto legato alle politiche culturali elaborate dalle diverse regioni, assumono un particolare rilievo, dentro il programma di quest\u2019anno, due conferenze organizzate dall\u2019assessorato ai beni culturali della Regione Sardegna e dalla sede regionale sarda della RAI, che cercano di fare il punto sui risultati conseguiti e sulle strategie future pi\u00f9 adeguate per la valorizzazione delle lingue nel servizio pubblico e nei media televisivi.\u00c8 difficile sintetizzare in poche righe la grande variet\u00e0 e ricchezza, estetica e linguistica, degli 81 film in concorso. Tra i lungometraggi in concorso dobbiamo sottolineare alcune prime nazionali. <strong><em>Y S\u0175n<\/em><\/strong>, di Lee Haven Jones (Galles, 2023), ci porta indietro al periodo della Thatcher, che sal\u00ec al potere nel 1979 con la promessa poi rinnegata di creare un canale televisivo in lingua gallese, innescando le proteste e le battaglie guidate, in un contesto di disobbedienza civile, dal politico Gwynfor Evans. Il documentario spagnolo <strong><em>Catalunya Nord, la lengua enyorada<\/em><\/strong> di Eugeni Casanova e David Valls porta l\u2019attenzione sugli esiti positivi delle battaglie di tutela del catalano, analizzando l&#8217;evoluzione linguistica del catalano nella Catalogna del Nord. Se <strong><em>Siete filos &#8211; Xiica cmotomanoj<\/em><\/strong> dell\u2019antropologo e regista messicano Antonio Coello racconta di un&#8217;antica cultura indigena che resiste alla modernit\u00e0 vorace, il siriano <strong><em>Neighbours<\/em><\/strong>, di Mano Khalil, racconta la resistenza drammatica e dura della lingua curda attraverso la figura di un bambino che va a scuola in un piccolo villaggio al confine tra Siria e Turchia all&#8217;inizio degli anni &#8217;80. Altra prima nazionale \u00e8 l\u2019ultimo film del regista sardo Enrico Pau, <strong><em>Maria di Isili<\/em><\/strong>, che con piglio sperimentale incrocia memoria, teatro e lingua sarda. Questo elemento della memoria, da intendere non solo come forma di conservazione della storia, ma come strumento di lotta politica e di resistenza postmoderna, \u00e8 un <em>fil rouge<\/em> che lega trasversalmente i film di questa edizione. Questo aspetto testimonia una concezione del cinema come strumento interpretativo della crisi della modernit\u00e0 e dell\u2019orizzonte progressivo della cultura occidentale. Una crisi che squaderna un pericoloso ritorno dei nazionalismi con i loro condensati crogiuoli di paura e di egoismi, che il film <strong><em>Neighbours<\/em><\/strong> sintetizza mirabilmente nella storia del bambino. Il fronte kurdo \u00e8 quello che pi\u00f9 di tutti mette all\u2019attenzione del mondo il tema politico della resistenza. Le ingiustizie e la violazione costante dei diritti umani, vissute soprattutto da soggetti pi\u00f9 fragili (come bambini, disabili, donne) nelle forme pi\u00f9 diverse e mascherate, stanno dentro una cinematografica fortemente rappresentata in questa edizione del Babel da molti film di area kurda, splendidi quanto emotivamente disturbanti: <strong><em>Her \u015eey Yolunda<\/em><\/strong> di Muhammet Beyazda\u011f (Turchia, 2022), <strong><em>Agony<\/em><\/strong> di Borhan Ahmadi &amp; Leila Baghpira (Iran, 2022) o il bellissimo <strong><em>For Justice<\/em><\/strong> di Elif Yi\u011fit (Turchia, 2022), per citarne solo alcuni. Questo momento cruciale che sovrappone la crisi della modernit\u00e0 alla crisi dell\u2019occidente, \u00e8 testimoniato nel Festival anche da una maggiore presenza, rispetto alle precedenti edizioni, di film nei linguaggi dei segni di diverse nazionalit\u00e0 (portoghese, italiana, francese, messicana), tra i quali spicca il corto brasiliano <strong><em>Amei te Ver<\/em><\/strong> di Ricardo Garcia (Brasile, 2023) con la storia emblematica di un ragazzino sordo che si innamora di una ragazza cieca e che ha bisogno di comunicare con lei. Un altro elemento di rilievo \u00e8 la presenza di film che raccontano storie di minoranze linguistiche molto marginali, quasi estinte. Delle 52 lingue minoritarie diverse rappresentate in questa edizione quelle forti come il catalano, il basco o il sardo certo non corrono rischi di imminente scomparsa. Ma l\u2019aspetto singolare \u00e8 che sta crescendo la produzione di film che raccontano lingue parlate da ristrettissime comunit\u00e0. A titolo di esempio citiamo il lungometraggio messicano <strong><em>Siete filos &#8211; Xiica cmotomanoj<\/em><\/strong> di Antonio Coello, parlato in seri dalla comunit\u00e0 omonima, un piccolo popolo a forte rischio di estinzione (nel 2006 si contavano 900 persone parlanti). Questa 8\u00aa edizione insomma \u00e8 fortemente segnata da un crescente interesse del modo cinematografico per le lingue minoritarie, che rispecchia per\u00f2 una crescente discriminazione e indifferenza per le minoranze pi\u00f9 fragili. Un brutto segno anche per quelle pi\u00f9 forti.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"lingue-babel-2023\"><strong><strong>Le lingue del Babel 2023<\/strong><\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono complessivamente 52 le lingue parlate nell\u20198\u00aa edizione del Babel Film Festival. 14 in area italiana (sardu, furlan, sicilianu, calabrese, dialetto campano, trevisan, romanesco,&nbsp; napoletano, pashto calabrese, ciociaro, ladino, griko, tirolese) e 7 di area europea non italiana (welsh, catal\u00e0, galego, gaelic, brezhoneg \/ breton, asturianu, kalaallisut (greenlandic). Sono 4 le lingue del continente americano (quechua, seri messicana, navajo, nasa yuwe colombiana, 8 le lingue presenti in area africana (wolof, hassaniya, pulaar, ewe, setswana sudafricana, kusunda nepal, yoruba nigeriana, dialetto marocchino) e 15 nell\u2019ampia area orientale (kurd\u00ed, rohingya iraniana, Hmong tailandese, khorasani iraniana, mari russa, khorezm uzbeka, ku&#8217;ahl, mixtec, gurbet romani, romani, malayalam indiana, dialetto dell\u2019Iraq meridionale, dialetto armeno, dialetto dell\u2019isola di Hormuz, dialetto di Adjara in Georgia). Da segnalare infine 4 lingue dei segni: la variante messicana, libras &#8211; lingua dei segni portoghese, la lingua dei segni italiana e quella francese.<br>Ecco delle sintetiche informazioni su alcune lingue particolari presenti in questa edizione:<br>Il <strong>mahafaly<\/strong> \u00e8 parlato dal gruppo etnico omonimo del Madagascar e che abita le pianure della zona di Betioky-Ampanihy.<br>La lingua <strong>ku&#8217;ahl<\/strong> \u00e8 una lingua yuman della famiglia linguistica Cochim\u00ed-Yumana parlata dal gruppo etnico Ku&#8217;ahl a Ensenada, Bassa California, Messico.<br>La lingua tswana (nome nativo <strong>setswana<\/strong>) \u00e8 una lingua sotho-tswana parlata in Sudafrica, Botswana, Zimbabwe e Namibia.<br>Il <strong>kalaallisut<\/strong> \u00e8 una lingua appartenente alla famiglia delle lingue eschimo-aleutine. Parlato in Groenlandia, \u00e8 strettamente imparentata alle lingue canadesi come l&#8217;inuktitut.<br>Il <strong>mixtec<\/strong> fa parte di un gruppo di lingue indigene mixteche, \u00e8 parlato in Messico ed \u00e8 strettamente imparentato con il trique e il cuicatec. Le variet\u00e0 mixteche sono parlate da oltre mezzo milione di persone.<br>Il <strong>gurbet romani<\/strong> \u00e8 un dialetto del romani parlato nei Balcani occidentali, tra cui Serbia, Croazia, Bosnia ed Erzegovina, Montenegro, Kosovo, Macedonia del Nord e Albania.<br>Il <strong>malayalam<\/strong> \u00e8 una lingua dravidica parlata nello stato indiano del Kerala e nei territori uniti di Lakshadweep e Puducherry (distretto di Mah\u00e9) dal popolo malayali. Il malayalam \u00e8 stato designata &#8220;lingua classica dell&#8217;India&#8221; nel 2013.<br>la lingua <strong>nasa yuwe<\/strong> \u00e8 una delle 65 lingue native colombiane. Nel 2010 \u00e8 stata approvata la Legge sulle lingue native il cui \u201coggetto \u00e8 garantire il riconoscimento, la tutela e lo sviluppo dei diritti linguistici, individuali e collettivi dei gruppi etnici con una propria tradizione linguistica\u201d e questa stessa legge, all&#8217;articolo 5 sul diritto all&#8217;uso delle lingue native \u200b\u200be spagnolo, afferma \u201cI madrelingua avranno il diritto di comunicare tra loro nella loro lingua, senza restrizioni nella sfera pubblica o privata, su tutto il territorio nazionale, oralmente o per iscritto, in tutte le loro attivit\u00e0 sociali, economiche , politico, culturale e religioso&#8221;.<br>La lingua <strong>kusunda<\/strong> \u00e8 una lingua isolata parlata da poche decine di persone nella zona di Ga\u1e47\u1e0dak\u012b nel Nepal centrale. Per decenni si \u00e8 pensato che fosse una lingua estinta, in quanto il numero di parlanti che conoscono bene la lingua si aggira intorno a poche unit\u00e0 di persone (si pensa siano soltanto 8).<br>Le lingue <strong>quechua<\/strong>, checiua o kichwa sono una famiglia di lingue native americane del Sud America. Fu la lingua ufficiale dell&#8217;impero inca, e nel 2016 \u00e8 parlata in vari dialetti da circa 7,8 milioni di persone nella zona occidentale del Sud America, inclusa la Colombia meridionale (dipartimento di Nari\u00f1o) e l&#8217;Ecuador, tutto il Per\u00f9 e la Bolivia, la parte nord-occidentale dell&#8217;Argentina e quella settentrionale del Cile (provincia di El Loa). Oggi \u00e8 la lingua nativa americana pi\u00f9 estesa in tutto il mondo e la quarta lingua pi\u00f9 estesa nel continente americano. \u00c8 seguita dall&#8217;aymara e dal guaran\u00ed.<br><strong>Seri<\/strong> \u00e8 una lingua indigena americana parlata dal popolo Seri (comcaac), che vive sulla costa di Sonora, nel Messico nordoccidentale. La comunit\u00e0 linguistica Seri \u00e8 piccola; non superava gli 800 individui nel 2000 (secondo il censimento ufficiale), e quindi \u00e8 una lingua a rischio (nel 1950 si contavano meno di 250 membri del gruppo).<br>La lingua <strong>rohingya<\/strong>, o lingua ru\u00e1ingga, \u00e8 un dialetto della lingua chittagong bengalese parlata dai Rohingya dello stato Rakhine, in Myanmar.<br>Il <strong>hmong<\/strong> \u00e8 parlato da diversi gruppi etnici asiatici che vivono principalmente nelle regioni montane della Cina del sud (in particolare nella provincia del Guizhou) e nelle regioni del sudest asiatico (Vietnam, Laos, Birmania e Thailandia del Nord).<br>Lo <strong>yoruba<\/strong> \u00e8 una koin\u00e8 dialettale dell&#8217;Africa occidentale. La lingua yoruba, appartenente alla famiglia delle lingue niger-kordofaniane, \u00e8 quella del popolo Yoruba. \u00c8 parlata principalmente nella Nigeria sud-occidentale e in parti del Benin e del Togo.<br>Il <strong>navajo<\/strong> o navaho (in navajo din\u00e9 bizaad) \u00e8 una lingua della famiglia na-dene del ramo athabaska, e appartiene al gruppo delle lingue apache. \u00c8 parlata nel sud-ovest degli Stati Uniti, principalmente in Arizona e in Nuovo Messico dal popolo dei navajo. Il navajo conta pi\u00f9 di 150.000 parlanti ed il suo uso sembra addirittura in ascesa. \u00c8 la lingua indigena americana pi\u00f9 importante a nord della linea di confine tra Stati Uniti e Messico ed \u00e8 quella con maggiori possibilit\u00e0 di sopravvivenza tra quelle parlate dai nativi americani.<br>La lingua <strong>mari<\/strong>, conosciuta anche come lingua ceremissa, \u00e8 una lingua finnica parlata in Russia, nella regione del Volga, e in Kazakistan.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"lingue-minoritarie-rai-2023\">Lingue minoritarie e RAI: un rapporto virtuoso<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Qual \u00e8 il rapporto tra la Rai e le lingue minoritarie? Come si \u00e8 evoluto nel corso del tempo, e quali sono le prospettive future? Domande al centro del Convegno \u201cRai e limbas de minoria\u201d (Rai e lingue minoritarie), organizzato da Rai Sardegna, nell\u2019ambito della settimana dedicata al Babel Film Festival, il concorso cinematografico internazionale dedicato alla filmografia prodotta nelle lingue minoritarie.<br>Il convegno, in programma gioved\u00ec 5 ottobre al Teatro Massimo di Cagliari, preceduto dalle introduzioni di Andrea Biancareddu, Assessore alla Cultura della Regione Autonoma della Sardegna, di Antonello Zanda, Direttore Cineteca Sarda e direttore artistico Babel Film Festival, di Alessandro Zucca, direttore Coordinamento sedi regionali RAI e di Elin Jones, Presidente ELEN (European Language Equality Network\u201d), sar\u00e0 diviso in due parti, la prima di carattere istituzionale, dedicata proprio all\u2019impegno della Rai nei confronti delle minoranze linguistiche del nostro Paese, la seconda pi\u00f9 tecnica, dal titolo \u201cDove va la lingua sarda?\u201d, con gli interventi, tra gli altri, di studiosi delle Universit\u00e0 di Cagliari, Sassari e Siena. Al convegno, che si concluder\u00e0 con un trailer del documentario \u201c3 giorni per cambiare\u201d di Stefano Fozzi, parteciperanno Guido Corso, responsabile Rai Friuli- Venezia Giulia, Severino Zampaglione, responsabile Rai Valle d\u2019Aosta, Paolo Mazzucato, responsabile della sede Rai di Bolzano e Carmen Botti, responsabile Rai Sardegna.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"cunferentzia-limba-sarda-2023\">Cunfer\u00e8ntzia aberta de sa limba sarda<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">a cura de sa Direzione Generale dei Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport Servizio Lingua e Cultura Sarda<br><br><em><strong>M\u00e8rcuris 04\/10\/2023<\/strong><br>Passigiada coberta de su Bastione de Saint Remy<\/em><br><br>9:00 &#8211; 9:30: Retzida e registratzione de sos partecipantes<br>9:30 &#8211; 10:00: Saludos istitutzionales<br><strong>Andrea Biancareddu<\/strong> &#8211; <em><strong>Assessore de s&#8217;lstrutzione P\u00f9blica de sa Regione Aut\u00f2noma de Sardigna<\/strong><\/em><br><strong>Paolo Truzzu<\/strong> &#8211; <em><strong>S\u00ecndigu de Casteddu<\/strong><\/em><br><strong>Davith Hicks<\/strong> &#8211; <em><strong>Segret\u00e0riu Generale ONG ELEN<\/strong><\/em><br><br>10.00 -11. 45 lnterventos<br><strong>Renato Serra<\/strong>, <em><strong>Diretore Generale de sos Benes Culturales, lnformatzione, lspet\u00e0culu e lsport<\/strong><\/em>: Is primos annos de atuatzione de sa LR 22\/2018<br><strong>Enrico Lobina<\/strong>, <em><strong>funtzion\u00e0riu de su Serv\u00ectziu Limba e Cultura sarda<\/strong><\/em>: ls limbas de Sardigna in is &#8220;media&#8221;: lmprentas<br><strong>Cristiano Becciu<\/strong>, <em><strong>funtzion\u00e0riu de su Serv\u00ectziu Limba e Cultura sarda<\/strong><\/em>: Bardare sas limbas in sos ofitzios lingu\u00ecsticos: resurtos, megioros, intentos<br><strong>Ignazio Putzu<\/strong>, <em><strong>Diretore de su Dipartimentu de L\u00ecteras, Limbas e Benes Culturales. UNICA<\/strong><\/em>: Sa certificatzione de sa limba sarda. Esperi\u00e8ntzias e isbetos pro su benidore<br><strong>Sabrina Rasom<\/strong>, <em><strong>Diretora de s&#8217;lstitut cultural ladin<\/strong><\/em>: Colare sa lege 482\/99. Criticidades e propostas<br><strong>Vittorio Dell&#8217;Aquila<\/strong>, <em><strong>Diretore de su Forskningscentrum for Europeisk Flerspr\u00e0kighet (FIEIF) &#8211; Centru de Chirca pro su Plurilinguismu Europeu e Docente de Scandinav\u00ecstica &#8211; Universidade de sos lst\u00f9dios de Milano<\/strong><\/em>: Certificatzione e comunicatzione. Acarende ainas de pianificatzione lingu\u00ecstica<br><br>11.45 &#8211; 13.30 Workshop<br>&#8211; Ofitzios lingu\u00ecsticos, una ventana aberta cara a sa comunidade<br>&#8211; Sa certificatzione lingu\u00ecstica isperimentale sarda<br>&#8211; lmprentas, contare su mundu cun sas limbas de Sardigna<br><br>13:30 &#8211; 14:30: M\u00e0ndigu<br><br>14.30-16.00 Torrada a sos traballos de sos Workshop<br><br>16.00 &#8211; 16:30: Relata a pitzu de sos Workshop<br>Cun su contiv\u00ecgiu de sos &#8220;Ghiadores de sos traballos&#8221; chi ant sighidu sos workshop<br><br>16.30 -18:00: Mesa Tunda<br>Chistionant: <strong>Carmen Botti<\/strong>, <strong>Vittorio Dell&#8217;Aquila<\/strong>, <strong>Antonio Ignazio Garau<\/strong>, <strong>Michele Ladu<\/strong>, <strong>Paola Pilia<\/strong>, <strong>Immacolata Pinta<\/strong>, <strong>Sabrina Rasom<\/strong>.<br><br>18:00 -18:30 Congruida de sos traballos: <strong>Christian Solinas<\/strong> &#8211; <em><strong>Presidente de sa Regione Autonoma de Sardigna<\/strong><\/em><br>18:30 &#8220;Unu work-sciopinu gr\u00e0tzias!&#8221;. <strong>Elio Turno Arthemalle<\/strong> ed <strong>Emanuele Contis<\/strong><br><br>Ghiat s&#8217;Assessore <strong>Andrea Biancareddu<\/strong> &#8211; Coordinat sos traballos <strong>Maria Antonietta Piga<\/strong><br><br>In s&#8217;interis de sos traballos de workshop s&#8217;ant a projetare sas produtziones IMPRENTAS e sos film in limba de minoria chi leant parte a su Babel Film Festival<br><br>A sas 20.00, a pustis de sa Cunfer\u00e8ntzia, in sa Terratza de su Bastione b&#8217;ant a \u00e8ssere sa m\u00f9sica e sos ballos traditzionales &#8220;Tra Sardu e profanu&#8221;, ammaniadu dae s&#8217;Ass\u00f2tziu Symponia cun Folk&amp;Roll e Ballade Ballade Bois.<br><br>Sas partes in plen\u00e0ria de sa Cunfer\u00e8ntzia s&#8217;ant a trasm\u00ectere in direta in RTS Radio Televisione Sarda, canale 79<br><br><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Babel Film Festival \u2013 VIII edizione, Cagliari, 2-7 ottobre Siamo arrivati alla 8\u00aa edizione del Babel Film Festival in una congiuntura non proprio favorevole. 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