{"id":2816,"date":"2021-11-22T18:14:05","date_gmt":"2021-11-22T17:14:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.babelfilmfestival.com\/?page_id=2816"},"modified":"2021-11-24T18:48:49","modified_gmt":"2021-11-24T17:48:49","slug":"giuria-babel","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.babelfilmfestival.com\/it\/giuria-babel\/","title":{"rendered":"Giuria BABEL"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>ALBERTO NEGRIN<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nasce a Casablanca nel 1940 da genitori di origine ebraica che avevano lasciato l&#8217;Italia durante il fascismo. Finita la guerra, dopo la maturit\u00e0 classica, studia filosofia all&#8217;Universit\u00e0 di Milano. Appassionato di fotografia, collabora a numerose pubblicazioni (tra cui Storia Illustrata, Panorama, L&#8217;Espresso, L&#8217;Europeo). Nel 1962 entra al Piccolo Teatro, come assistente alla regia di Giorgio Strehler, Orazio Costa e Virginio Puecher. Dal 1965 a tutt&#8217;oggi, ha firmato molte regie per il Piccolo, e nel 1969, sempre per il Piccolo, realizza il film-inchiesta Operai. Dal 1968 si dedica anche al cinema e alla tv, con la realizzazione di inchieste, sceneggiati e fiction tratte da opere letterarie o di carattere biografico. Tra i suoi primi lavori lo sceneggiato per ragazzi Il gatto con gli stivali (1969), Racket, un&#8217;inchiesta del 1972 sul reclutamento di manodopera clandestina da parte della mafia, Il picciotto (1973) e La promessa, dall&#8217;omonimo testo di Friedrich D\u00fcrrenmatt. Nel 1985 realizza la serie Io e il Duce e nel 1987 Il segreto del Sahara, ispirato ai romanzi di Emilio Salgari. Nel 1990 gira una coproduzione italo-statunitense: L&#8217;Achille Lauro &#8211; Viaggio nel terrore con Burt Lancaster. Negli anni novanta e duemila prosegue con intensi lavori per la televisione tra cui ricordiamo Una questione privata (1991), Perlasca &#8211; Un eroe italiano (2001), Il cuore nel pozzo (2005), Gino Bartali &#8211; L&#8217;intramontabile (2006), L&#8217;ultimo dei Corleonesi (2007), Pane e libert\u00e0 (2009) sul sindacalista Giuseppe Di Vittorio e Rita Levi Montalcini (2020). Notevole inoltre anche la sua produzione documentaristica che tocca i temi sociali caldi della marginalit\u00e0, del terrorismo, del mercato sessuale, del carcere e altri: Commando ultr\u00e0 curva sud (1977), Colonna BR Walter Alasia (1978), Franceschini e le BR (1988), Amore dietro le sbarre (1990), Barboni (1992), Racket usura tangenti (1992), Cicciolina &#8211; Moana \u2013 Ramba (1992), Renato Curcio (1993), Processo Priebke (1996), Mercanti di donne (1999), Casting (2003).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>SIMONETTA COLUMBU<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Simonetta Columbu nasce nell\u2019agosto del 1993 a Cagliari. Cresce nell\u2019ambiente dell\u2019arte e della cultura. Suo padre \u00e8 il regista sardo Giovanni Columbu, suo nonno Michele deputato Europeo e Italiano e autore di molteplici libri, sua nonna Simonetta Giacobbe scrittrice, e sua zia Maria Giacobbe \u00e8 una delle pi\u00f9 importanti scrittrici sarde. A Cagliari resta sino ai 18 anni. Consegue la maturit\u00e0 classica e appena maggiorenne si trasferisce in Inghilterra dove perfeziona il suo inglese. Si trasferisce poi a Roma dove studia recitazione per 4 anni al Duse International. Dopo la scuola inizia a lavorare. Il primo grande lavoro \u00e8 Surbiles, docu-film girato dal padre in cui \u00e8 protagonista, viene presentato al festival di Locarno. Segue poi il ruolo da co-protagonista nel film Io sono Tempesta di Daniele Luchetti, recitando al fianco di Elio Germano e Marco Giallini. Prende parte poi alla fortunata fiction Che Dio Ci Aiuti 5 e 6 nel ruolo di co-protagonista al fianco di Elena Sofia Ricci. Esce a fine anno 2021 un altro film a cui ha preso parte, intitolato Mollo tutto e apro un chiringuito, commedia prodotta e distribuita da Medusa Film.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>LARA FREMDER<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lara Fremder \u00e8 nata Milano dove vive e lavora. Collabora con Studio Azzurro, realt\u00e0 internazionale di ricerca artistica con cui scrive, fra gli altri, i soggetti e le sceneggiature dei film L&#8217;Osservatorio Nucleare del signor Nanof, Il Mnemonista, le drammaturgie delle opere video Camera Astratta, Kepler&#8217;s Traum, Acqua, Fuoco e Terra, omaggio a Tarkovskij, e i testi dell\u2019opera museale Testimoni dei Testimoni. Ha scritto i soggetti e le sceneggiature di alcuni film presentati in concorso a Locarno, Cannes, Venezia: tra questi, diretti da Marco Bechis Alambrado, Garage Olimpo, Hijos, Birdwatchers &#8211; la terra degli uomini rossi. Fra gli altri film scritti, Visos di Giovanni Columbu, Iqbal, film di animazione diretto Michel Fuzzellier e Babak Pajami vincitore di numerosi festival internazionali, i documentari Nacion Mapuche di Fausta Quattrini, miglior documentario al 25 Torino Film Festival, Il viaggio di Laura di Matteo Born, Monsieur Pigeon di Antonio Prata, Chi mi ha incontrato non mi ha visto di Bruno Bigoni. Ha scritto e diretto come regista Blue Sofa, vincitore del Grand Prix al Festival International du Court M\u00e8trage de Clermont Ferrand e il cortometraggio Santa Fe. In questo momento sta lavorando al suo Gerusalemme citt\u00e0 invisibile, al film di animazione Un Viaggio a Teulada di Nicola Contini e a Rocco &#8211; Boxing with my father di Teresa Ierapoli. Insegna scrittura cinematografica alla Scuola Civica di Cinema Luchino Visconti di Milano e al Conservatorio Internazionale di Scienze Audiovisive Cisa di Locarno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>SAMUEL JULIEN<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo una breve carriera come insegnante bilingue nelle classi franco-bretoni, Samuel Julien (nato nel 1974) \u00e8 divenuto il direttore dell&#8217;associazione Dizale, con sede a Quimper. Questa struttura, che ha appena festeggiato i suoi venti anni, \u00e8 uno tra i principali attori del settore audiovisivo in lingua bretone, specializzato in doppiaggio e sottotitolazione. Dizale partecipa inoltre a numerose produzioni e coproduzioni di opere audiovisive e radiofoniche e anche alla produzione di audioguide per musei e istituzioni pubbliche. Tutte le opere prodotte sono generalmente trasmesse su vari canali televisivi in \u200b\u200bBretagna. Dizale assicura anche una distribuzione alle proprie produzioni, attraverso proiezioni cinematografiche e pi\u00f9 recentemente attraverso la fondazione di BreizhVOD, un &#8220;Netflix&#8221; in lingua bretone. Dizale partecipa attivamente allo sviluppo del settore audiovisivo nella lingua galo, l&#8217;altra lingua della Bretagna, e ha sviluppato una forte partnership con strutture simili in lingua corsa e occitana, in particolare nel campo del doppiaggio e della radiodiffusione. Nel tempo libero, Samuel scrive regolarmente articoli in lingua bretone per la rivista Brema\u00f1 e traduce opere contemporanee dalla lingua slovena al francese.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>MIRIAM MAUTI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Miriam Mauti, nata a Roma, da oltre 30 anni \u00e8 una voce riconosciuta della radiofonia della Capitale, dove ha cominciato come cronista presso la storica emittente Radio Citt\u00e0 Futura. Alla fine degli anni \u201880 risale il primo incontro con la Rai, per la quale ha condotto per 25 anni il quotidiano di cinema di RadioTre Hollywood Party. Ha raccontato il cinema come inviata ai principali festival cinematografici internazionali, da Venezia a Cannes, da Toronto a Marrakesh, con interviste e reportage. Nel 2016, per il Festival Moviemov, ha presentato alcuni titoli del cinema italiano al pubblico della Cineteca di Manila, nelle Filippine. Dal 2017 al 2019 si \u00e8 confrontata con la tv, raccontando le voci e i personaggi della cultura dell\u2019isola per il TGR Sardegna, tornando poi alla Radio, sua grande passione insieme ai viaggi. Oggi \u00e8 caposervizio della redazione Spettacoli e Cultura del Giornale Radio Rai.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>NADIA TREVISAN<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nadia Trevisan \u00e8 presidente e co-fondatrice con Alberto Fasulo di Nefertiti Film. Ha maturato una ricca esperienza nel campo della co-produzione internazionale e sviluppato una rete di solidi contatti con le istituzioni regionali, nazionali e sovranazionali del settore audiovisivo ma anche con produttori, distributori e sales agent provenienti da tutta Europa. Ha prodotto Piccolo Corpo di Laura Samani, in concorso a Semaine de la Critique Cannes 2021, Brotherhood, documentario di Francesco Montagner, vincitore del Pardo d\u2019Oro Cineasti del Presente al 74\u00b0 Locarno Film Festival 2021, Menocchio (71\u00b0Locarno Film Festival &#8211; Concorso Internazionale), Genitori (68\u00b0Locarno FF- Fuori Concorso), TIR (Marc\u2019Aurelio d\u2019Oro alla VIII edizione del Festival Internazionale del Cinema di Roma) tutti del regista Alberto Fasulo; History of Love (53\u00b0Karlovy Vary International Film Festival) della regista slovena Sonja Prosenc, film scelto a rappresentare la Slovenia ai Premi Oscar 2020. Attualmente Nadia sta sviluppando La Corda, il nuovo film di Alberto Fasulo e La Lingua Salvata, documentario, per la regia di Francesca Pirani. Ha partecipato a Producers Network \u2010 Le March\u00e9 du Film Cannes ed \u00e8 un membro dell\u2019European Audiovisual Entrepreneurs, dell\u2019European Film Academy e dell\u2019European Women\u2019s Audiovisual Network. Nadia \u00e8 stata selezionata per partecipare a Cannes 2019 come rappresentante per l\u2019Italia a Producers on the Move.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>MIRJAM VELLINGA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mirjam Vellinga (1972), ha studiato lingua e letteratura frisone all&#8217;Universit\u00e0 di Groningen (RuG). Lavora presso Af\u00fbk dal 1998 ed \u00e8 direttrice marketing e manager della divisione di promozione linguistica presso Af\u00fbk. Nel 2007, ha avviato e sviluppato la campagna Praat mar Frysk, mirata alla promozione linguistica globale per la lingua frisone che ha ottenuto riconoscimenti internazionali soprattutto per le forti campagne sui social media. \u00c8 project leader di progetti riguardanti il \u200b\u200bfrisone nell&#8217;assistenza sanitaria, il frisone nell&#8217;economia aziendale e il team che fornisce consulenza ai servizi pubblici di Frysl\u00e2n in materia di politica linguistica. \u00c8 stata project manager per L\u00e2n fan Taal, il programma linguistico per EcoC Leeuwarden-Frysl\u00e2n 2018. Gestisce una vasta rete internazionale nel campo della cultura, dei media e dell&#8217;istruzione incentrata sulle lingue co-ufficiali, in via di estinzione, indigene, regionali e minoritarie. \u00c8 membro del comitato direttivo di ELEN (European Language Equality Network) e membro del NPLD (Network to promote Lingu\u00efstic Diversity)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ALBERTO NEGRIN Nasce a Casablanca nel 1940 da genitori di origine ebraica che avevano lasciato l&#8217;Italia durante il fascismo. 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